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Poesie

"L'orizzonte"

"L'orizzonte" - "La mano sul cuore"
  "Marea è il ricordo del tempo passato, che
      frange il pensiero  cullandomi l'anima"


Era d’estate.
Il tempo di giocare.
Il vento sfiorava i miei
capelli
della brezza del mare,
spuma di cavalloni
mista di alghe e sabbia fine,
correndo in bicicletta immaginando
di volare.
 
Era d’estate.
Il suono di campane
nel silenzio del mattino.
Finestre aperte al sole
riflessi d’oro acceso
scaldavano il mio viso,
sguardo assorto a
contemplare il cielo
ad inseguir il rintocco,
verso la Chiesa,
oltre la ferrovia…
Sapore di un giorno nuovo
E di felicità.            
 
Era d’estate.
Il tempo del sorriso,
sera del paese in festa,
profumo di mare,
oleandri in fiore
sull’alberato viale
volti dal familiare sguardo
melodia di amate voci,
accompagnavano la notte
nel racconto della vita
cullando, dolce, l’anima
nel sonno di bambino.
 
Era d’estate.
Il tempo di sognare
passi svelti sulla rossa
scala a chiocciola,
gara di velocità,
palpito di cuore
in gola
e sulla bocca le risate,
fresche e colorate,
della fanciullezza.
 
Era d’estate.
Seduta sulla spiaggia
ascoltavo il mare.
Orecchio teso sulla
conchiglia argento,
messaggera di segreti arcani,
canto di sirene e fate
dall’abisso del mare. 
 
Era d’estate.
Con il viso tra le mani
osservavo il mare
oltre gli scogli e ancora,
al largo,
verso l’orizzonte,
profili di velieri incantati,
storie di viaggiatori, briganti, pescatori,
cuore libero di gabbiano
alla scoperta di un mondo
senza confini.
 
Era d’estate.
Il tempo di
una fotografia,
dell’attimo di vita
che mi pareva eterno,
ed oggi come allora
sull’alberato viale
tra gli oleandri in fiore
cammina la bambina
cercando nel silenzio
le tracce di quel tempo,
presenze impercettibili
di un mondo ormai sommerso.
 
Era l’estate.
Quella della mia vita,
amore indissolubile
fuoco della memoria,
ed oggi come allora
rimane la bambina
assorta sulla spiaggia
col viso tra le mani,
che libera il suo cuore
al volo dei gabbiani,
guardando oltre gli scogli
lì dove finisce il mare,
bagliori del passato,
i sogni tra le mani,
cercando
all’orizzonte
il senso del domani.
 
 
 

" La radice"

" La radice" - "La mano sul cuore"
"A mio padre, radice della mia esistenza,
a mia nonna, voce del vento,
canto del mare"


           
Celano i tuoi occhi il mare
scrutando l’orizzonte
abisso della memoria
scrigno della tua storia.
 
 Celano i tuoi occhi immagini
       di un bimbo nel cortile
       chiassoso ed assolato
       che corre spensierato
       dal vento trasportato.
 
Celano i tuoi occhi sguardi
del viso di una madre
dal cuore di fanciulla
che al mondo sorrideva
 coll’anima leggera
scrutando verso il mare
il destino da incontrare.
 
Celano i tuoi occhi mani
che mani forti strinsero
all’ombra di quei rami
nei giorni dell’estate
parole sussurate
dal vento trascinate
al cuore destinate.
 
Celano i tuoi occhi stanze
di un luogo addormentato
dal tempo preservato
che tempo più non vide
dei flutti le maree.
 
Celano i ricordi volti
parole all’infinito
di arcana litania
dal mare trasportate
al mare ritornate
nel ripetuto eterno
andare delle onde.
 
Celano i ricordi il tempo
Il corso della vita
scandito all’infinito
dal vento di burrasca
dal lento sciabordare
al battito di ciglia
dell’attimo di vita.
 
 
Celano le mie braccia rami
di cui tu sei
radice
profonda inestirpabile
nel cuore della terra
e il vento soffia ancora
tra le vermiglie foglie
per ricordare il tempo
per riportare il canto
di quell’anima semplice
che al mare
offrì il suo pianto.
 
 
 

"La meta"

"La meta" - "La mano sul cuore"

 

"Nel silenzio di una notte senza tempo, ho alzato lo sguardo verso il cielo, e ad una stella cadente affidai la  mia preghiera"

 “Guardami Madre:
Sono tua figlia[1].
Nella notte dei tempi ho viaggiato
avverso i pianeti e le costellazioni
ruotando l’ellissi lunare
nell’orbita spazio-stellare.
Muta e raminga:
cercando.
 
Una notte di buio velluto
passando sui tetti di un chiostro
rividi il Tuo volto di cielo
scolpito nel lucido marmo.
Sul capo brillavi di luce
corona di gemme preziose
racchiusa nella nicchia odorosa
il Tuo manto s’intreccia di rose.
 
Da allora rimango a vegliarTi
rischiaro il Tuo sguardo ogni notte
che muto ora guarda lontano
tra l’edera e il muschio odoroso.
 
Ricordi?
Quando eri bambina
brillavo nel cielo di Nazareth
vegliavo il Tuo sonno di pace
custode dell’Anima Santa.
 
E quando nel cielo il chiarore
dell’alba oscurava la notte
per Te
continuavo a brillare
per Te
ho imparato a pregare.
 
Ricordo:
i Tuoi occhi di luce
nel giorno del segno di Dio
chinavi il Tuo capo fanciullo
obbedendo al verbo divino.
 
Per Te
quella notte a Betlemme
mi feci una coda di luce
brillando tra mille scintille
nel cielo fui rotta del
mondo.
 
Fanciulla dall’Anima Grande
con Te
ho salito quel monte
tracciando una croce nel cielo
trafitto da mille pugnali:
ho perso il mio cuore nel Tuo”.
 
Guardami figlia:
sono Tua Madre[2].
Le mie mani son giunte sul petto.
Nel mio cuore
il dolore infinito
ha formato scintille di luce;
il pugnale della sofferenza
ha squarciato le tenebre fitte
del silenzio e della disperazione.
 
Per amore del cuore mio
Santo
prendi il volo per l’aere mortale
non fermarti sui tetti del chiostro
per me sola non devi brillare.
 
Porta luce a chi non ha
lucerna
tu rischiara la notte del
mondo
e sii messo del verbo divino
dileguando le ombre del male.
 
Tu che brilli
nel muto infinito
Tu che splendi nel cielo
lontano.
Porta ancora scintille di pace
nello spazio
infinito mortale.
 
Io rimango nel chiostro a
vegliare
sul destino delle umane genti
sul riposo delle anime semplici
su chi ha perso
l’eterna speranza
della Luce al di là della notte.
 
E se un giorno alla fine dei tempi
silenziosa mi passerai accanto
aprirò
per te sola le braccia
metterò
sul tuo cuore la mano
innalzando il mio
sguardo celeste
ai pianeti allo spazio lontano.
 
Ora segui il tuo corso nel cielo
non temere lo
spazio infinito
Il mio Amore è l’Inizio e la Fine
è il mistero che muove i pianeti
      è la luce che brilla lontano.
Per chi torna e riparte è
la meta:
questo Cuore mio Santo
ma Umano.


[1] Si apre con quest’affermazione il dialogo immaginario tra una stella e la Vergine Maria.
[2] Con queste parole Maria, alzando lo sguardo verso il cielo, risponde alla sua stella.



 

"Regina delle nuvole"

"Regina delle nuvole" - "La mano sul cuore"

"Se tu potessi guardare il mondo con occhi di speranza,
rinascerei di nuovo, all'alba di un tempo migliore." 



                
Vieni,
andiamo.
E' tempo
di volare.
 
Dai margini
del mondo
raccogli la tua
vita,
fogli di carta
e stracci stesi
ad asciugare
al sole,
grovigli di abbracci
persi
dentro il
pugno delle mani,
pieni nudi
a calpestare
il senso,
desolato e grigio,
dell'inutilità.
 
Alzati,
andiamo.
E' tempo di
sperare.
 
Trascina il tuo
carretto,
carico di ricordi e
sogni, dal ciglio
della miseria ,
sola,
con il tuo
nero cagnolino,
testimone muto
dell'amor perduto,
faville del passato
dignità peregrina ,
attimo d'eterno amore:
scatto di
una fotografia.
 
Vieni,
cammina.
E' tempo di
partire.
 
Sguardo basso
nei labirinti
della solitudine, 
occhi persi nel riflesso
della vita,
battello alla
deriva,
naufrago di
sognate sponde:
isola della carità.
 
Vieni andiamo,
prendimi la
mano.
 
Anima dimenticata,
dal mondo
rifiutata,
per me
tu sei, Regina,
del cielo e delle
nuvole,
col nero dell'inchiostro
dipingo i tuoi
capelli,
col bianco della neve
celato dentro il foglio,
ti vesto dei miei
versi,
coprendoti dal mondo.
 
Tu,
essere perfetto,
nascosto dalla
cenere,
degli esseri parlanti,
ipocrisia dei
tanti
nel ghetto dei
distanti.
 
Ricoprirò di
fiori
le strade desolate,
dipingerò
le nuvole
col rosso dell'estate,
 
diamanti
al tuo passaggio
dal cielo pioveranno,
sul capo
una corona
cadendo intrecceranno.
 
Per te,
la luna sorge
nel buio della sera
cullandoti
nel cielo
illumina la meta.
 
Sorriderai
di nuovo
voltandoti lontano,
dall'alto il tuo carretto,
puntino
nella mano....
 
Ritroverai la
strada
che porta verso
casa,
lì dove il cuore batte
e sorge ancora
il sole
e' tempo di volare
con ali di cristallo….
 
Leggera sulle
nuvole
scarpette indosserai,
ballando
tra i pianeti
scintilla diverrai.
 
Tu,
ultima tra
i tanti,
sei perla in fondo
al mare,
nel mondo che cammina
sei ferma ad aspettare,
che cambi la coscienza
dell'uomo che ti osserva
ma tu
voli lontano
non sei di questa terra
regina delle nuvole:
del cielo sei
una stella.

" La voce della notte"

" La voce della notte" - "La mano sul cuore"


" Parlami, notte,
 del mondo sognato,
del varco invisibile
tra l'anima e il cielo.."
 



                
            Pace d’intorno,
            tace il giorno.
 
            Cessata
            del sole
            la luce diurna
            la notte s'appresta,
            col manto di stelle,
            e il mondo s’avvolge
            nel buio crescente.
 
            Silente è la notte
           nel muto riposo,
           corolla d’argento
           la luna s’è desta
           cullando nel sonno
           le case , i paesi,
           i pesci nei fiumi,
           i fiori nel prato,
          velando di sogni
          il genere umano.
 
          Preziosa è la notte
         che ammanta
          la terra
          ristoro dei nidi
          nell'anima stanca.
 
          Scintilla è la sera
         d’amore mancato,visione incantata,
         miraggio lontano,
         nel nero silenzio
         la Notte mi parla
         linguaggio di fate,di mondi nascosti,
         celati di giorno ai sensi mortali.
 
         Ha voce la Notte
        per chi sa ascoltare
        in questo notturno
        di stelle cadenti         
        ho chiuso i miei occhi
        allungo la mano
        nel buio il segreto
        dell’essere umano.
 
      

 - "La mano sul cuore"

"Pulviscolo infinito nel riflesso della vita,
l'anima mia si perde, nel segreto delle stelle"
   
Muoverò
i miei passi
sulla scia dell’infinito
al di là del tempo
come nuvola leggera...
 
Pioveranno stelle
lungo il corso del
mio viaggio,
solcherò gli abissi
degli oceani lunari.
 
Nello spazio scuro
brillerà la mia coscienza
schegge di meteore
i frammenti della vita.
 
Naufrago nel cosmo
sull'ellisse dei pianeti,
il tuo viso
annega
nel riflesso del ricordo....
 
Troverò la strada,
ponte tra le terra e il cielo,
passi nel silenzio
orme nell’immensità.